Skip to main content

Domenico Parodi


Domenico Parodi (Genova, 1672 – Genova, 19 dicembre 1742) è stato un pittore e scultore italiano del tardo periodo Barocco genovese, attivo soprattutto nella sua città natale. Alcuni autori, tra cui il Ratti, indicano come date di nascita e morte rispettivamente il 1668 e il 1740.

Figlio dello scultore genovese Filippo Parodi, in giovanissima età venne indirizzato agli studi classici, poi iniziò a mostrare propensione per l'arte ed apprese i primi rudimenti della pittura dal pittore più celebre della Genova di fine Seicento, Domenico Piola, amico del padre e suo padrino di battesimo.

Quando negli anni ottanta del XVII secolo il padre si trasferì in Veneto il giovane Domenico fu allievo di Sebastiano Bombelli a Venezia, dove realizzò le sue prime opere pittoriche; nel 1694 rientrò a Genova, ottenendo diversi incarichi dalla famiglia Doria, sia a Genova che a Roma, dove soggiornò tra il 1695 e il 1699, frequentando anche gli studi di Giovan Battista Gaulli e Carlo Maratta, che influenzarono profondamente il suo stile pittorico.

Rientrato definitivamente a Genova nel 1699 si propose all'élite locale anche come frescante: di questo periodo è l'affresco raffigurante la Gloria della famiglia Negrone, sul soffitto del salone di Palazzo Negrone in Piazza delle Fontane Marose, apprezzatissimo dai contemporanei e ancor oggi considerato uno dei maggiori capolavori del tardo barocco genovese. Ebbe molti consensi nel concorso del 1700 per la decorazione del salone del maggior consiglio del Palazzo Ducale, anche se dopo aspre polemiche il lavoro venne assegnato ai bolognesi Marcantonio Franceschini e Tommaso Aldrovandini. 

Nei medesimi anni portò a compimento un affresco nel Palazzo Negroni rappresentante le Glorie della Famiglia. Artista eclettico, nel 1716 disegnò gli apparati decorativi per la festa in onore del Principe Carlo Alberto Gaetano di Baviera, svoltasi a Genova il 23 Luglio, un anno più tardi ebbe l'incarico di eseguire i Monocromi per la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale.

Il suo capolavoro che fonde unitariamente pittura, scultura, architettura e decorazione è la galleria del palazzo di Gerolamo II Durazzo, oggi palazzo reale. Gareggiando con le celebri gallerie dei Palazzi Colonna e Doria Pamphjli a Roma, e con la Galerie des Glaces di Versailles, crea una grande opera barocca di celebrazione retorica di potere e ricchezza. 

All'attività artistica affiancò quella di regista e scenografo per feste pubbliche e private e cerimonie religiose. Sono ricordati l'allestimento di uno spettacolo pirotecnico per Giovanni Andrea III Doria-Pamphilj, gli apparati scenografici per i festeggiamenti in onore di Carlo Alberto di Baviera in visita a Genova, e in campo religioso, quelli per le celebrazioni in S. Maria di Castello in occasione della canonizzazione di Pio V (1712), nella chiesa del Gesù per la beatificazione di Giovanni Francesco Régis (1716), per la canonizzazione di Caterina Fieschi Adorno (1737) ed i festeggiamenti per il secondo centenario dell'apparizione della Madonna della Misericordia a Savona (1736).

A partire dal 1716 si fece più intensa la sua attività di scultore, che alternò con successo a quella di pittore, ottenendo prestigiose committenze anche all'estero, almeno fino alla morte del Biggi, nel 1728, quando tornò a dedicarsi esclusivamente alla pittura. Una delle commissioni più prestigiose fu la commissione, da parte del Principe Eugenio di Savoia, di una serie di sculture mitologiche per il castello del Belvedere a Vienna.