
Giambattista Crosato
Giambattista Crosato (Venezia, 1686 – Venezia, 15 luglio 1758) è stato un pittore e scenografo italiano.
Dopo un primo periodo di attività a Venezia, del quale non sono rimaste tracce, Crosato si trasferì una prima volta a Torino dove, cominciando dal 1733, lavorò nella Villa della Regina. Qui dipinse, nelle volte di due logge adiacenti al salone, le allegorie delle Stagioni: nella loggia orientale l'Inverno e l'Estate, in quella occidentale l'Autunno e la Primavera.
Nello stesso anno fu impegnato anche nella palazzina di caccia di Stupinigi. In quest'ultimo luogo si ricordano tre opere importanti: la decorazione della volta dell'anticamera della Regina con il Sacrificio di Ifigenia, gli affreschi del soffitto della stanza degli Scudieri con Apollo e il Pitone e le allegorie delle Stagioni e la stanza dei Buffetti con Guardiacaccia e dame.
Oltre alle influenze dei grandi decoratori veneziani Giovanni Antonio Pellegrini, Sebastiano Ricci e Jacopo Amigoni, il Crosato evidenziò sin da queste opere accostamenti con la pittura emiliana, specialmodo di Giuseppe Maria Crespi e Pier Francesco Cittadini, dal quale si distinse per il cromatismo, la luminosità e le tinte delicate. Accanto a temi di grande virtuosismo, Crosato manifestò elementi realistici, oltre che Rococò, sia della componente veneziana sia di quella francese.
Nel 1736 Crosato rientrò a Venezia dove si iscrisse alla fraglia dei pittori e si mise in evidenza per la Gloria del Peloponnesiaco (Gloria di Francesco Morosini), successivamente trasferito a Vienna. Tuttavia, secondo altri storici dell'arte quest'opera non sarebbe da attribuire a Crosato ma al pittore Fabio Canal.
Il 23 gennaio dello stesso anno 1736 sposò Elena Polidoro, dalla quale ebbe due figlie: Cattarina Marta (nata il 31 luglio 1737) e Paola Domenica (nata il 4 agosto 1748).
Negli anni quaranta del secolo suddivise il suo lavoro tra il Piemonte e il Veneto. A Pinerolo eseguì gli affreschi per la chiesa della Visitazione, a Torino la cupola della chiesa della Consolata, poi ridipinta, la cappella di San Vincenzo de’ Paoli nella chiesa dell'Immacolata e nel Palazzo reale il soffitto Le quattro parti del mondo. A Venezia eseguì a fresco la grandiosa volta della sala da ballo di Ca' Rezzonico, a Padova decorò la parrocchiale di Ponte di Brenta e, sparse nel Veneto, decorò alcune ville: Villa Marcello a Levada di Piombino Dese, Villa Torni a Mogliano, Villa Algarotti a Carpenedo.
Il 13 febbraio 1756 fu nominato membro dell'Accademia veneziana di pittura e scultura.
Importante fu anche il suo lavoro come scenografo nel Teatro Regio, in collaborazione con Gianfrancesco Costa. Si ricordano due bozzetti per il sipario (Torino, Galleria Sabauda e Museo civico) databili all'ultima sua fase piemontese, intorno al 1750; il bozzetto eseguito assieme a Mengozzi Colonna (Torino, Galleria Sabauda) per una scena della Siroe, eseguita nel 1750 al Regio. Crosato si caratterizzò per una scenografia innovativa, priva delle pesantezze quadraturistiche tipiche dei Bibiena, e quindi più libera e pittorica, che ottenne consensi e influenzò i suoi successori, come i fratelli Galliari.