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Baccio del Bianco

Baccio del Bianco


Luigi Baccio del Bianco (Firenze, 4 ottobre 1604 – Madrid, 29 aprile 1656) è stato un pittore, architetto, scenografo e incisore italiano.

Figlio di Cosimo e Caterina Portigiani, Luigi Baccio, o più semplicemente Baccio, sin dall'età di 8 anni dimostrò l'inclinazione al disegno. Il padre, che voleva che il figlio seguisse la sua professione di ...merciajo..., acconsentì a metterlo a bottega del pittore Giovanni Bilivert nel 1612. Qui fu notato dall'ingegnere di fortificazioni, nonché matematico e astrologo della Corte Imperiale Giovanni Pieroni, che lo volle con sé alla corte di Vienna e in seguito a Praga al seguito degli Asburgo.

Il giovane Baccio aveva già dimostrato la sua arte nel progetto di carri trionfali, per le feste medicee, e disegni di prospettive mutuati più che altro dalle opere di Ludovico Cigoli, pittore e architetto nonché maestro dello stesso Bilivert. Ebbe anche lezioni di architettura e prospettiva da Giulio Parigi, architetto e scenografo presso la corte del Granduca di Toscana.

Condotto dal Pieroni, nel 1620, nella capitale dell'Impero, Baccio fu impiegato in vari lavori, ma la prima opera veramente importante fu l'intera decorazione del palazzo praghese del Generale Albrecht von Wallenstein, uno dei generali più importanti e condottiero delle armate asburgiche durante la Guerra dei Trent'anni. Coinvolto, suo malgrado, nella guerra Baccio fu impiegato per disegni di fortificazioni di alcune città tedesche poste sotto assedio durante il conflitto.

Tornando in Italia, Baccio si fermò a Milano dove venne in contatto con i più importanti pittori milanesi dell'epoca: i fratelli Procaccini, Giulio Cesare e Camillo i quali ebbero molta influenza nella sua attività di pittore, così come Il Morazzone.

Arrivato finalmente a Firenze aprì una propria bottega dove oltre che la pittura, insegnò anche la prospettiva e l'architettura sia civile che militare. Della sua arte si giovò anche Vincenzo Viviani, allievo di Galileo, che frequentò il suo studio, così come fra i suoi allievi ci furono Francesco Furini e Jacopo Chiavistelli, il maggior quadraturista toscano del '600. La sua poliedrica attività lo portò a dipingere per le maggiori famiglie della nobiltà fiorentina come i Guadagni, i Corsi, i Pucci, per la decorazione dei loro palazzi.

La sua attività lo portò spesso a lavori di eterogenee fatture tipo il San Giovanni Battista dipinto su una delle ante dell'organo della Badia Fiorentina, disegni per mobili, arazzi, mosaici, graffiti di facciate come quelli della Cappella Antinori, nella piazza omonima. A Villa Corsini a Mezzomonte fece le prospettive per gli affreschi di Giovanni da San Giovanni. Perduta è, invece, la sua decorazione per la Villa Guicciardini Corsi Salviati di Sesto Fiorentino, altri affreschi si trovano nel Castello di Torregalli nei dintorni di Firenze. Molto interessanti e di ottima fattura sono due tele custodite nell'Oratorio della Confraternita di S. Francesco Poverino, a Firenze, rappresentanti l'una S. Bernardino da Siena in età giovanile, l'altra il Beato Carlo dei Conti Guidi di Montegranelli, fondatore della Buca di S. Girolamo o Santa Maria della Pietà, che nel 1912 si fuse con la citata Confraternita di San Francesco Poverino. Le due opere sono del 1628. Le eleganti cornici son opera di Stefano Foggini.

Fra i suoi lavori come architetto il più importante è stato il rifacimento dell'interno della Chiesa di San Domenico a Prato.