Eretta per volontà del giureconsulto veneziano Carlo Cordellina Molin su disegno dell'architetto Giorgio Massari, i lavori di costruzione della villa durarono dal 1735 al 1742, anno in cui il Massari preparò il progetto per le barchesse, portate a termine verso il 1760. Al progetto collaborò anche l'architetto Francesco Muttoni.
Il complesso è formato dalla Residenza padronale, dalle barchesse, dalle torrette e dal grandioso rustico. Nella villa il Massari rende omaggio all'arte di Andrea Palladio con il pronao ionico a quattro colonne, sormontato dal timpano con lo stemma scolpito dei Cordellina (tre cuori con i fiori di lino), e con la disposizione simmetrica delle stanze e delle due scale accanto al salone centrale.
Nel 1743 fu affidato al genio del Tiepolo l'incarico di affrescare gli interni della villa. Le scene raffigurano rispettivamente il generale romano Scipione l'Africano su un alto trono, che, dopo una battaglia, rende al fidanzato la bella moglie, invece di tenerla come schiava e il condottiero macedone Alessandro Magno che viene ignorato dalla regina dei persiani Sisigambi. Sul soffitto è raffigurato il "Trionfo della Virtù e della Nobiltà che sconfiggono l'Ignoranza". Sopra le porte che si aprono ai lati sono raffigurate le personificazioni dei 4 continenti conosciuti: Europa, Asia, Africa e America. Ciò è testimoniato da una lettera che il pittore inviò all'amico Algarotti in cui narra il procedere del suo lavoro.
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