La Rocca dei Colonna fu eretta nel punto più alto dell'acropoli nel 970 d.C. da Stefania dei Conti di Tuscolo sorella dell’allora pontefice Giovanni XIII. L’iniziale edificio, sin dall’ora noto come “Rocca di Preneste”, era semplice ed essenziale: a pianta quadrata con torrioni angolari anch’essi a base quadrata, ospitava all’interno un torrione cilindrico a scopo carcerario. Intorno all’anno 1100 passò di proprietà a Pietro “de Columna”. Fino all’anno 1630 la Rocca rimase di dominio della famiglia Colonna, per passare poi alla famiglia Barberini.
Fu testimone delle lotte tra i Colonna e il Papato e vide imprigionati al suo interno alcuni personaggi famosi tra cui san Berardo vescovo dei Marsi, Jacopone da Todi che qui compose lo Stabat Mater e Corradino di Svevia, che vi fu rinchiuso nel 1268 prima di essere trasferito a Napoli per la decapitazione. nel corso dei secoli la rocca venne più volte distrutta. Nel 1436 papa Eugenio IV ordina ai Vitelleschi di cacciare i Colonna da Preneste, che infatti nel 1437 dovette subire l’ennesimo scempio armato. Soltanto nel 1448 Lorenzo Colonna pacificatosi con il papa Niccolò V, avrebbe beneficiato del consenso di ricostruire la città e parte delle fortificazioni. Nel 1482 la rocca fu ristrutturata e l’avvenimento è ricordato dall'iscrizione posta sulla torretta del ponticello, che recita: magnificus dominus Stephanus Columna readificavit civitatem cum monte et arte MCDLXXXII.
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