Il pensiero di Davoli e i suoi progetti hanno trovato espressione inizialmente nella pittura, per poi estendersi nella fotografia, nel video e nella scenografia. Un grande tavolo da lavoro per il disegno tecnico e l’azzurro dei cieli dipinti emergono immediatamente nello spazio dell’archivio, che vive nello studio in cui lavorava. In mezzo a libri, fotografie e oggetti di vita quotidiana si evidenzia l’amore che Davoli aveva per il Giappone, il cui alfabeto appare su tela; l’artista si allenava nell’arte giapponese dell’Aikido, passione che - come tutte le altre - lasciava troppo presto, scomparendo prematuramente.
“Non è il risultato finale l’obiettivo del lavoro ma l’operazione in sé che prende valore e senso” era il pensiero di Angelo Davoli e, proprio in funzione di questa visione, l’archivio Angelo Davoli intenderebbe essere uno spazio aperto che si estende a tutte quelle manifestazioni nelle quali la cultura trova la sua più libera espressione.
Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.